Un emigrante con la medaglia d’oro

  “Per essersi distinto nei fatti d’armi avvenuti in Adriatico nella campagna del 1866”. Questa la motivazione ufficiale con cui Antonio Sogliuzzo fu insignito della medaglia d’oro. Nato a Cagliari il 27 aprile 1845 da una famiglia di origini ischitane, fu chiamato alle armi di leva nel 1865. L’anno dopo prese parte alla battaglia di Lissa come marinaio cannoniere sulla nave corazzata “Ancona”. Il 19 luglio, durante l’attacco al Forte San Giorgio sull’isola di Lissa, il giovane fu colpito da una granata avversaria che lo privò della mano destra. Nonostante fosse gravemente ferito, Sogliuzzo non abbandonò il suo posto, finché non fu…

Viti ischitane in Argentina

In Argentina, intorno alla seconda metà dell’Ottocento, la presenza di emigranti italiani nella regione di Mendoza dà un notevole impulso allo viticoltura, grazie all’introduzione di moderne tecniche di irrigazione che permettono la coltivazione in zone prima aride. Tra gli Italiani che contribuiscono allo sviluppo dell’industria vinicola, c’è un Ischitano, Francesco P. Calise. Le fortune della sua attività imprenditoriale sono celebrate sulle pagine di una rivista del ’27, “L’Illustrazione italiana”. Vi leggiamo che il “Sig. Calise, nativo di Forio d’Ischia, la più luminosa delle città del Tirreno, iniziò la sua vita commerciale in Mendoza con l’installazione di un grande deposito di botti e…

Ischia, un’isola di contadini e pescatori

Un’isola di contadini e pescatori È questa l’immagine che contraddistingue la storia dell’emigrazione ischitana rispetto al modello nazionale. L’esodo di massa che segna il paese nei primi decenni post – unitari coinvolge Ischia in maniera marginale, ma solo perché un esodo locale c’è già stato, negli anni precedenti, a causa della crittogama che ha colpito le viti. E’ allora che i fratelli Calise, come molti altri, si imbarcano per l’Argentina. Portano la loro esperienza di viticultori nella regione di Mendoza, dove realizzano stabilimenti enologici all’avanguardia e fanno fortuna. Negli anni successivi, altri Ischitani partono per gli Stati Uniti, anche pescatori, come Antonio…

L’Arte a bordo – Vincenzo Colucci

  A partire dai primi anni Venti, il transatlantico diventa una vera e propria città galleggiante, ambasciatrice dell’Italia nel mondo. Sulle navi trionfa l’eclettismo decorativo: gli ambienti, firmati da studi famosi come i Fratelli Coppedè di Firenze e la “Casa Docrot” di Palermo, si differenziano perché ispirati a stili diversi, dall’antichità classica al rococò veneziano. Il tentativo è quello di ricreare a bordo suggestioni e atmosfere “italiane”, per venire incontro al gusto dei passeggeri stranieri. E’ solo intorno agli anni Trenta, soprattutto sulle pagine della rivista “Domus” diretta da Giò Ponti, che si prospetta l’esigenza di concepire la nave, nel suo insieme,…